La Cicogna

Di Fausta Codispoti (1980s)

La cicogna portava un bambino,
roseo e paffuto che parea un cherubino.
Ma stanca dal peso del dolce “fardello",
si ferma alla vista d'un rosso cancello
il piumato suo corpo sulle zampe poggiò
e vedere qualcuno avanzare spero'.

Il cigolìo d'una porta , alfine echeggìò
e il burbero aspetto d'un uomo avanzò
"Che fai, tu all'ombra del mio cancello,
reggendo col becco un tal bambinello?
Va' via all' istante, non farmi arrabbiare,
e di seccature non me ne portare."

La buona cicogna riprese a volare,
alla vista lontana d'un cascinale,
ma tosto una voce si sente esclamare:
"Non posso accettare,
gia' avendo altri bimbi a cui imboccare."

Alfine una sposa, da tempo In attesa,
piangeva , sognava, aspettava sperava,
un vagito sentendo, le braccia allungo'
e ricevendo quel dono, II buon Dio ringrazio'.
Quel morbido involto commossa guardo'
e stringendolo al seno l'affanno cesso'.

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